Web Analytics – L’importanza del monitoraggio dei dati del sito web

Non so se il mio sito web funzioni”, “il mio sito web non porta risultati


La nostra risposta viene spontanea, perché?


“…”


Ecco, se nemmeno tu sai dare una risposta a questa domanda, continua a leggere questo articolo, proverò a spiegarti come poter capire se il tuo sito web sta funzionando e cosa fare per migliorare la tua strategia online.


Partiamo dalla prima cosa fondamentale, hai installato i sistemi di monitoraggio?
Stiamo parlando, per esempio, di Google Analytics, un servizio di web analytics gratuito fornito da Google che consente di analizzare i comportamenti degli utenti sulle nostre proprietà digitali (sito web, landing page, blog, app, ecc).


Non è la specie più forte o più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento” Charles Darwin.


Questo è quello che, secondo noi di Kreativlab, meglio rappresenta il monitoraggio. Ti permette di adattarti ai cambiamenti che avvengono sui tuoi canali o il tuo sito web.

Prendiamo questo esempio. Questa è la schermata principale di Google Analytics, una prima panoramica generale che ci fa capire l’andamento del nostro sito web (nel periodo di tempo selezionato – ultimi 7 giorni) con un confronto diretto con il medesimo lasso di tempo precedente.

Qua potremo per esempio notare un calo del fatturato (-22.1%), nonostante il tasso di conversione del sito web sia aumentato (1.28%). Come possiamo notare, il calo risulta principalmente dovuto ad una diminuzione del traffico (-28.5%).

Questa è solo una prima valutazione che andrà poi approfondita con altre analisi. Nel caso in particolare abbiamo riscontrato un calo di performance su una campagna pubblicitaria attiva, prontamente modificata.

Un sistema di monitoraggio risulta inoltre fondamentale:

  1. Per analizzare gli attributi (caratteristiche demografiche o gli interessi per esempio) di chi visita le nostre proprietà e, in particolare, dei segmenti di pubblico che più ci interessano (coloro che hanno già acquistato); Questi dati possono essere sfruttati per definire i target delle nostre campagne pubblicitarie;
  2. Per analizzare i comportamenti dei nostri utenti – per esempio analisi dei funnel (ovvero tutti i punti di contatto che le persone toccano per passare dal conoscerci fino a diventare clienti) e delle azioni che compiono sul nostro sito web;
  3. Per monitorare le azioni di marketing – per esempio l’impatto delle singole azioni sul raggiungimento degli obiettivi.
Nel grafico possiamo vedere come la maggior parte degli acquisti (58) arrivi da utenti che hanno trovato il sito web attraverso ricerche organiche (ricerche su google) e poi hanno cercato direttamente il sito sulla barra di ricerca (direct – anche più di una volta) a testimonianza del lavoro di SEO su cui si era puntato.

Cerchiamo di essere più pratici, potremo per esempio capire quali sono i canali di acquisizione che funzionano di più (ovvero che hanno il maggior tasso di conversione: percentuale tra chi arriva sul sito web e chi compie una determinata azione) secondo gli obiettivi che avremo definito.

Questo ci permetterebbe di focalizzare il nostro budget su quello che funziona (e che funziona secondo dati oggettivi).

In questa tabella vediamo due sorgenti, con le relative entrate economiche: le ricerche su google (organic) e quelle relative alle campagne su google (cpc – cost per click).

Ancora, potremo capire quali sono i prodotti (nel caso di un e-commerce) o le pagine (nel caso di un blog o un sito di servizi) che hanno il miglior rendimento. Potremo puntare su questi in una campagna pubblicitaria.

In questa tabella il rendimento di alcuni prodotti.

Queste sono solo alcune delle informazioni importantissime che potremo cogliere per capire come sta andando il nostro sito web e per migliorare la nostra strategia online.


Ma facciamo un passo indietro, a cosa serve un sistema di monitoraggio se non sappiamo cosa monitorare?


È importante definire degli obiettivi per settare il giusto monitoraggio, quello di base (installando semplicemente google analytics sul nostro sito) non basta e non fornisce tutti i dati che ci servono. È altresì importante non commettere errori in questa fase per non ottenere dati “falsati” che ci portino a prendere decisione sbagliate.


Dati errati e inutilizzabili conducono a scelte e decisioni dannose. I dati sono muti o bugiardi se non si sa come estrarli e interrogarli.


Quali sono i dati utili da tenere sotto controllo?


Il digital marketing infatti è fortemente guidato da indicatori di prestazione chiave (KPI), quindi sulla raccolta e analisi di dati.


Questi variano a seconda dei diversi business:

  • Ecommerce: ad esempio è fondamentale monitorare il funnel di acquisizione – un grafico che ci permette di visualizzare il percorso di acquisto degli utenti – se tante persone aggiungono al carrello ma poi abbandonano potrebbe essere un segnale di allarme;
  • Sito di prodotto: ad esempio capire quanto ha portato una campagna pubblicitaria oppure quanto una persona rimane sul sito per informarsi; a proposito di quest’ultima analisi, sarà importante monitorare il Bounce rate, ovvero la percentuale di coloro che entrano sul sito e non fanno nessun’altra azione, quindi escono. Un elevato bounce rate, nella maggior parte dei casi, è sicuramente negativo.
  • Blog/Sito informativo: si potrà capire quanto tempo le persone rimangono sui singoli articoli, quali sono quelli che funzionano e quelli che non funzionano.
In questo grafico i diversi step per completare il processo di acquisto: dall’aggiunta delle informazioni di spedizione alla scelta del metodo di pagamento.

Questi vogliono solo essere semplici esempi, ma servono a farti capire il potenziale dei sistemi di monitoraggio. Ognuno di questi siti web ha indicatori diversi, ogni business ha indicatori diversi.

E tu monitori le azioni fondamentali per il tuo business?

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